Tutti i fari sulla Cina, ma attenti alle relazioni tra Russia e Africa

Francesco Cristiani • 22 marzo 2023

Si tratta dalla conferenza parlamentare Russia – Africa, quest’anno dedicata al mondo multipolare. A Mosca sono intervenute le delegazioni di ben 40 stati africani (su 54). Il principale tema trattato è stata la sicurezza alimentare. Molti paesi africani, soprattutto dell’area subsahariana, stanno soffrendo una lunghissima crisi alimentare, per cui l’approvvigionamento di cereali per loro rappresenta un punto chiave per la sopravvivenza di milioni di persone.

Senza dubbio il più importante fatto di politica estera di questi giorni è stato la visita del presidente cinese Xi Jinping a Mosca. Ma proprio dalla capitale russa viene contemporaneamente un’altra importante notizia, che i nostri media praticamente hanno fatto passare sotto silenzio, mentre probabilmente meritava maggior attenzione. Anche perché il tema riguarda un’area geografica con la quale l’Italia hanno parecchio a che fare.


Si tratta dalla conferenza parlamentare Russia – Africa, quest’anno dedicata al mondo multipolare. A Mosca sono intervenute le delegazioni di ben 40 stati africani (su 54). Il principale tema trattato è stata la sicurezza alimentare. Molti paesi africani, soprattutto dell’area subsahariana, stanno soffrendo una lunghissima crisi alimentare, per cui l’approvvigionamento di cereali per loro rappresenta un punto chiave per la sopravvivenza di milioni di persone.

La Russia ha assicurato che il grano continuerá ad arrivare, dai porti del mar Nero, nonostante la guerra e la prossima scadenza del trattato sull’esportazione dei cereali. Poi, ha annunciato a sorpresa la cancellazione di 19 miliardi di dollari di debiti a carico dei paesi africani.


Queste due iniziative hanno fatto crescere, nei partecipanti alla conferenza, le quotazioni di fiducia verso la Russia, tutt’altro che isolata in questo contesto continentale. In questo senso si è espresso in particolar modo il presidente senegalese, Macky Sali, il quale recentemente era entrato in diretta polemica con il suo omologo francese, Macron, che durante il tour africano era stato fortemente contestato per una politica, soprattutto monetaria, definita retaggio colonialista.

L’attivismo diplomatico russo in Africa negli ultimi mesi si è intensificato, insieme con quello della Cina. Il Sudafrica, storico membro del BRICS (gruppo economico che unisce anche Brasile, Russia, India e Cina), è in piena integrazione anche politica con questi partner.


In febbraio ha svolto una esercitazione navale congiunta, appunto, insieme con Russia e Cina. E di recente l’Algeria, in aperta polemica con la Francia, ha annunciato di aver richiesto ufficialmente l’ammissione al BRICS.

Insomma, c’è una bella fetta di mondo che si sta dando molto da fare, in cerca di nuovi assetti ed equilibri che mettono in seria crisi la visione che fin’ora abbiamo avuto di questi paesi, abituati come siamo a vedere Europa e USA in prima posizione nel decidere assetti e strategie internazionali.


Noi occidentali, nel vedere dalla foto ufficiale i volti sconosciuti dei componenti le delegazioni africane a Mosca, potremmo commentare con una vena di sarcasmo che, in fondo, paesi come il Burkina Faso o lo Zimbabwe non hanno mai determinato la storia. Ma sarebbe proprio questo a tradire il nostro diffuso atteggiamento di rifiuto verso un mondo che preme per essere protagonista di una nuova stagione storica, del tutto in rottura con l’esperienza non solo passata ma anche attuale, all’insegna del multilateralismo.


di Francesco Cristiani

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