“Passione e talento: i giovani del Liceo S.Cantone dialogano con l’arte sacra”
Al Liceo Salvatore Cantone l’arte sacra rivive attraverso lo sguardo contemporaneo dei giovani

di Felice Massimo De Falco
Con una buona affluenza di pubblico si è tenuta ieri, sabato 16 maggio 2026, presso la Chiesa di San Felice in Pincis l’inaugurazione della mostra nata dal progetto PON “Un volo verso il futuro” guidato dalla professoressa Valentina Monda del Liceo Salvatore Cantone di Pomigliano d’Arco.
L’opera oggetto di studio e reinterpretazione è la prestigiosa pala d’altare dell’Immacolata Concezione dipinta nel 1586 da Teodoro de’ Riccio (o Teodoro d’Errico, al secolo Dirk Hendricksz), pittore fiammingo nato intorno al 1544 ad Amsterdam e attivo a lungo nel Viceregno di Napoli.
Considerato uno dei capolavori più importanti di arte fiamminga presenti sul territorio, l’altare raffigura la Vergine con tratti delicati e nordici, incoronata, avvolta in manto azzurro e veste porpora, circondata dai simboli mariani classici (Stella Maris, Rosa Mistica, Turris Davidica).
Ai suoi piedi tre angeli la sostengono, mentre ai lati sono presenti San Francesco d’Assisi e San Francesco di Paola. In alto, Dio Padre con le braccia spalancate e la colomba dello Spirito Santo. L’opera fonde la precisione fiamminga con il colore e la drammaticità della pittura napoletana del tempo.
«Ogni bambino è un artista. Il problema è come rimanere artisti una volta cresciuti», diceva Pablo Picasso. I ragazzi del Liceo Salvatore Cantone hanno dimostrato che è possibile.

L’intervento del Prof. Ferdinando Di Dato
All’evento ha partecipato il professore Ferdinando Di Dato che ha espresso con orgoglio la soddisfazione per il lavoro svolto: «Siamo veramente orgogliosi di questo lavoro. I ragazzi hanno reinterpretato l’altare maggiore con grande creatività, fondendo elementi classici e linguaggi contemporanei. Hanno saputo unire tradizione e modernità, dimostrando non solo competenze tecniche ma anche una profonda sensibilità artistica e civile. Complimenti vivissimi alla professoressa Valentina e soprattutto ai ragazzi: avete fatto un lavoro eccellente.»
I protagonisti: i ragazzi del Liceo Salvatore Cantone
Mariarca Olivetta ha reinterpretato l’opera in chiave cubista, ispirandosi a Picasso. Il risultato è un dipinto che evoca le vetrate gotiche, con colori freddi per la Madonna e i santi (San Biagio e San Gennaro) e uno sfondo più caldo.
Acunzo Gabriele ha portato il sacro nel linguaggio pop contemporaneo, inserendo personaggi dei fumetti come Sonic, Pikachu e Hello Kitty, oltre a oggetti quotidiani come il cellulare: «Ho voluto portare quest’opera nel mondo di oggi».
Alessandra Piccolo ha scelto un approccio più fedele all’originale, restaurando la tela e personalizzandola con accenti di giallo per infondere gioia, luce e la propria sensibilità.
Scapolatiello Sara, autrice di uno dei lavori più apprezzati, ha dichiarato con emozione: «Questo per me è l’ultimo anno, fra poco più di un mese farò l’esame di maturità. Sulla piattaforma unica dobbiamo caricare i nostri lavori del triennio, i cosiddetti “capolavori”. E questo, senza dubbio, di tutti e cinque gli anni è il mio capolavoro».
Livia Mirra, pur timida e inizialmente restia a parlare della sua opera figurativa (una Madonna tra le spine), ha dimostrato un grande talento.
Un ringraziamento speciale va alle ragazze che hanno lavorato instancabilmente a supporto di tutti i progetti:
Giuliano Alessia, Ferrara Anna e D’Alisa Flavia, indispensabili per la riuscita dell’intero lavoro di squadra.
Ha contribuito con impegno anche
Pignatiello Giovanni.

La scelta di Padre Leonardo
Padre Leonardo Falco, parroco della Chiesa di San Felice, ha scelto personalmente il quadro a tecnica mista con collage di Scapolatiello Sara per arricchirne permanentemente gli arredi sacri.
L’opera raffigura una Madonna dai tratti palestinesi, umile, senza corona barocca, immersa in un contesto di guerra e sofferenza contemporanea. Padre Leonardo ha espresso l’intenzione di ripetere un’esperienza simile anche per la statua di San Felice.
Il valore profondo dell’insegnamento
In una società che ha declassato la figura dell’insegnante,
Valentina Monda ha incarnato il suo ruolo più autentico e alto.
Come scriveva Giovanni Paolo II nella Lettera agli Artisti: «Nessuno meglio di voi artisti, geniali costruttori di bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all’alba della creazione, guardò all’opera delle sue mani».
Valentina ha trasmesso ai suoi alunni non solo competenze tecniche, ma soprattutto la passione che le brucia sulla pelle.
Ha saputo farli innamorare dell’arte, della tradizione e delle sfide del presente. Ci vorrebbero molte più
Valentina Monda nelle scuole italiane: docenti capaci di accendere scintille, di risvegliare «la gioia nell’espressione creativa», come diceva Albert Einstein.
I giovani del Liceo Salvatore Cantone hanno risposto con entusiasmo, collaborazione e maturità sorprendente. Hanno socializzato, creato insieme, superato insicurezze («All’inizio non sapevo disegnare») e prodotto opere che dialogano con il sacro in modo autentico e contemporaneo.
L’evento di ieri non è stato solo una mostra: è stata la dimostrazione che quando un’insegnante crede nel proprio ruolo con passione, i ragazzi sono capaci di volare alto.
Un sentito omaggio a
Valentina Monda: grazie per aver ricordato a tutti noi cosa significa insegnare con il cuore. La sua dedizione è contagiosa e lascia un segno indelebile. «L’arte è ciò che permette di esprimere ciò che è dentro di noi» – e lei ha aiutato i suoi studenti a farlo con bellezza e profondità.
Pomigliano e la scuola hanno davvero bisogno di docenti come lei.
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