Severino Nappi (Lega): "La sanità campana è a pezzi, ma non solo"

Felice Massimo De Falco • 17 marzo 2023

Non saprei da dove cominciare. Liste d’attesa interminabili, barelle nei corridoi dei pronto soccorso, ospedali al collasso che non accettano ricoveri, convenzioni che terminano i primi giorni del mese e il presidente della regione fa finta di niente e tenta di scaricare su presunte responsabilità del governo quando, in realtà, le cose non vanno bene per colpa sua. Ci vuole serietà prima di ogni altra cosa, e direi competenza. Abbiamo una sanità a due velocità: da un lato i medici sempre più in trincea, dall’altra la corte di De Luca messa ad arte nei posti chiave a gestire la sanità pubblica come un affare di famiglia, come nei fatti ha certificato anche la stessa corte dei conti qualche giorno fa.

 - On. Nappi qual è il settore più emergenziale della sanità campana e perché?


Non saprei da dove cominciare. Liste d’attesa interminabili, barelle nei corridoi dei pronto soccorso, ospedali al collasso che non accettano ricoveri, convenzioni che terminano i primi giorni del mese e il presidente della regione fa finta di niente e tenta di scaricare su presunte responsabilità del governo quando, in realtà, le cose non vanno bene per colpa sua. Ci vuole serietà prima di ogni altra cosa, e direi competenza. Abbiamo una sanità a due velocità: da un lato i medici sempre più in trincea, dall’altra la corte di De Luca messa ad arte nei posti chiave a gestire la sanità pubblica come un affare di famiglia, come nei fatti ha certificato anche la stessa corte dei conti qualche giorno fa.

- Si parla di prevenzione ma dura una lista d’attesa per fare un esame?


 Il tema vero è che se qualcuno capisse che la prevenzione non solo salva vite ma prevede anche un risparmio successivo sulle cure, saremmo a metà dell’opera. Scoraggiare la prevenzione con liste interminabili è dannoso e pericoloso oltre che irrispettoso verso chi soffre. Tra l’altro permettetemi una riflessione sui tetti di spesa: è di qualche giorno fa la sentenza del tar sulla illegittimità dell’operato della Campania in questo ambito. Unico commento possibile: la legge si rispetta.

- Eppure De Luca accusa il governo di aver tagliato la sanità e con l’autonomia differenziata cara alla Lega sarà peggio.


Innanzitutto dobbiamo stabilire in quale dei giorni alterni del calendario di De Luca siamo. Se in quello in cui apprezza l’autonomia o quello in cui la rigetta. Ciò detto gli effetti dell’autonomia differenziata sono ancora un punto interrogativo. L’unica certezza che abbiamo sono le condizioni in cui versa la nostra regione da anni, e francamente non solo in materia di sanità. Mi fa sorridere che si punti il dito contro l’autonomia differenziata che, a mio parere, può e deve rappresentare soltanto una sfida per i nostri territori.

- Quali vantaggi ha la Campania dall’autonomia differenziata?


 Con la contestuale approvazione dei Lep finalmente la Campania, quella virtuosa, quella che non si piange addosso e che vuole stare al passo con il resto d’Europa, avrà solo vantaggi. Innanzitutto in termini di servizi. Dobbiamo ribaltare finalmente il modo di concepire questo tipo di cose, essere realisti e soprattutto non puntare il dito a prescindere.


- A De Luca è andata storta l’elezione della Schlein, tutti i suoi sodali erano per Bonaccini. Ci saranno frizioni tra segretaria e governatore?


 Provocatoriamente, ma neanche tanto, mi sono offerto di togliergli le castagne dal fuoco: presentiamo noi la riforma per il terzo mandato. Così poi vediamo se De Luca è o meno il candidato del Pd e del centrosinistra in Campania. Scelga la Schlein se essere coerente con quanto affermato in campagna elettorale o smentirsi sbattendo in faccia alla realtà e piegandosi a logiche spartitorie consuete. Per quanto ci riguarda, il presidente De Luca deve avere il diritto di candidarsi e finalmente essere bocciato alle urne.

- Qual è il settore della Regione Campania più in affanno e perché?


 Anche qui l’imbarazzo della scelta. Isolando i due casi limite ormai malati terminali sanità e trasporti, vogliamo parlare di formazione professionale? Nessun bando risulta attivo per l’accrescimento delle competenze dei nostri ragazzi né si sa dove siano finiti i poli tecnico professionali né le botteghe scuole per formare i maestri artigiani. Oppure possiamo parlare di istruzione e politiche sociali: dispersione scolastica al massimo storico e poveri sempre più poveri che non hanno accesso ad alcuna forma di sussidio e ad alcuna forma di garanzia. Una regione che non si occupa dei suoi giovani e degli ultimi non è degna di essere chiamata tale.

- È possibile la transizione ecologica in Campania?


 L’occasione dei fondi del Pnrr non può essere sprecata perché non ricapiterà più. E questo riguarda tutti gli aspetti che attengono all’energia e al rapporto delle nostre comunità con l’ambiente. Cosa diversa è aprire un ragionamento serio sugli approvvigionamenti di energia e in particolare sull’ utilizzo del nucleare di ultima generazione. Noi della Lega abbiamo idee ben precise e siamo proiettati al futuro, quello delle prossime generazioni. Ma vedo ancora troppe resistenze di natura populistica fondate su una vetusta concezione di ambientalismo di facciata che vanno assolutamente scardinate.

- Il Napoli ha quasi vinto lo scudetto: quali economie scaturiranno e sapremo sfruttarle?


 Innanzitutto da vero tifoso quale sono per me ci sono delle parole che restano dei tabù e tra queste rientra quella dello scudetto, svestiti i panni da tifoso devo dire che la città di Napoli ha una grande occasione, rappresentata dall’opportunità e dall’attrazione e dall’indotto che un evento come lo scudetto può portare. Il calcio a Napoli è devozione, è anima, è ben oltre lo sport, e sarebbe un vero peccato non cogliere questa occasione a pieno anche con i turisti, razionalizzando però gli arrivi e migliorando gli itinerari. Accanto a questo, uno straordinario momento la nostra città lo vive anche dal punto di vista cinematografico: facciamo in modo che tutte queste energie non si disperdano e vengano incanalate nel modo giusto. Questo tipo di opportunità non tornano facilmente. Le istituzioni hanno il dovere di occuparsi anche di questo. E di regolare le cose laddove non vadano bene.

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