Scuola, la difficoltà di essere docente oggi

Mario Sorrentino • 17 febbraio 2023

Il compito del docente oggi, della sua formazione, del suo ruolo e funzione, delle difficoltà che incontra

Fino ad alcuni anni fa il docente costituiva in qualsiasi ordine e grado di scuola una figura di sicuro riferimento:il suo carisma,le sue conoscenze e i suoi precetti ne facevano,di volta in volta,a seconda del modello di società,di trasmettitore di valori e di comportamenti,di notizie e di saperi.


Il docente oggi,viceversa,non ha più certezze,è in crisi,come lo è del resto la sua funzione:le ragioni sono molteplici;la prima è dovuta al superamento delle società statiche e all'avvento di società dinamiche,post-agricole,industriali,tecnologiche,post-moderne,complesse ed articolate,all'interno delle quali,per lo svolgimento della vita quotidiana,per l'identificazione di diritti e doveri,non è più possibile fare riferimento a contenuti sempre validi,a progetti utili comunque e dovunque.

Al contrario,bisogna piuttosto pensare a fornire strumenti per comunicare,per approcciare la realtà,per coordinare stimoli comunicativi e flussi di informazione,e per stabilire collegamenti verticali ed orizzontali tra i tempi di maturazione dell'uomo e i luoghi della formazione,della vita sociale,politica e culturale.


Il docente,pertanto,se non può fare a meno di conoscere alcuni problemi fondamentali del suo tempo e i trends che caratterizzano lo sviluppo e che prefigurano gli scenari futuri,non può fare a meno di alcune competenze che riguardano le relazioni interpersonali e le tecniche e i metodi di acquisizione delle conoscenze e dei saperi.


Ne consegue che il nuovo ruolo del docente del Terzo Millennio deve far riferimento non solo all'ambito pedagogico,ma anche alla nuova organizzazione sociale e politica e,il suo profilo non può prescindere da tre finalità generali:a)quella di essere innanzitutto un educatore professionale che,consapevole del suo tempo e dei processi che in esso si muovono e si sviluppano,tiene ferma come traguardo l'istanza costituzionale,innovativa e rivoluzionaria,avanzata,ma finora inascoltata ed inapplicata;b)quella di far propria l’istanza costituzionale traducendola in finalità educativa fondamentale:lavorare alla formazione di personalità democratiche,tolleranti,pluralistiche,garantendo e stimolando al proprio interno,nella scuola e nella classe,l’attivazione di meccanismi di garanzia,in partenza ed in arrivo,di capacità apprenditive e formative e di percorsi costruiti sui soggetti.

Questa finalità deve potersi tradurre,in altri termini,in quella “uguaglianza delle opportunità educative, di cui è cosparsa la letteratura pedagogica e didattica.


Sul piano didattico ne consegue che ai contenuti dei programmi fa seguito una didattica per progetti e per unità di lavoro,in buona parte mutuata dall’ambiente che è da considerarsi il principale serbatoio di risorse educative sul piano dei linguaggi,delle forme,degli oggetti,dei prodotti materiali ed ideali della cultura:il docente,in questo caso,si fa moltiplicatore di risorse intellettuali,affettive,estetiche,sociali degli alunni e non lo fa in direzione soltanto degli allievi,ma estende una sua azione diretta ed indiretta alla comunità.


La società del Terzo Millennio dovrebbe poter contare,in altri termini, su docenti esperti in grado,cioè,di acquisire quelle che vengono definite competenze “clip on”,ossia in grado di mutare “subito ed ora” una situazione,di dare risultato ad un processo fino a quel momento tradotto con risposte non più sicure e non più spendibili a causa di sempre nuove richieste di continue ed accelerate trasformazioni.


di Mario Sorrentino, già Dirigente scolastico

 

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