Maturità 2024, gli studenti alla prova dell'Intelligenza Artificiale

Mario Sorrentino • 11 giugno 2024

I giovani hanno paura del fallimento perché il discorso sociale li sta abituando a questo. Non bisogna considerarlo come una maledizione, è invece una risorsa: la nostra risposta, che non è necessariamente quella che l'altro vuole, è indice di qualcosa di profondamente nostro e intimo. Riconoscere i propri limiti umani può aiutare a gestire non solo l'ansia della prova, ma anche quella di sbagliare. L'ultimo consiglio ai maturandi è il seguente: "Uscite di casa, fatevi una passeggiata e chiudete i libri, quello che è fatto è fatto.


di Mario Sorrentino (Ex Dirigente Scolastico Itis Barsanti Pomigliano d'Arco)


Mancano pochi giorni alla prima prova dell’esame di maturità:il 19 giugno la campanella suonerà per mezzo milione di ragazzi chiamati ad affrontare l’esame di Stato. E, come sempre, in vista della prima prova, il tema di italiano, impazza il cosiddetto ‘toto tracce‘: gli studenti di tutta Italia sono alla ricerca di date, ricorrenze, coincidenze o autori della letteratura che non si vedono da un po’ nelle tracce.


A tal fine, i maturandi puntano sull’Intelligenza artificiale e le sue applicazioni in tutti i settori. L’uso dell'IA in ambito scolastico è ancora relativamente poco diffuso, anche perché per ottenere qualcosa di utile bisogna avere un minimo di dimestichezza con i prompt, ovvero i comandi, da impartire al software. Secondo l'AI  tra le possibilità vi sia una traccia sulla guerra che leghi il conflitto in Medioriente a quello in Ucraina. Non una traccia su una ‘sola’ delle due guerre, ma che allarghi lo sguardo a tutti i conflitti in atto con le implicazioni per il mondo intero. Si intreccia all’attualità anche Robert Oppenheimer, del quale ricorrono 120 anni dalla nascita, con il tema della bomba atomica in un momento nel quale da più parti si evoca lo spettro delle armi nucleari per i conflitti in corso.


Resta alta infine l’attenzione per i femminicidi e la violenza di genere. Matteotti e Mendel per storia e scienze. La maturità 2024 si svolgerà con alcune novità, infatti, i maturandi e le loro famiglie potranno contare anche sul supporto dei docenti orientatori che, in collaborazione con il gruppo docenti della classe, potranno aiutarli a compiere scelte consapevoli, alla luce delle inclinazioni dei ragazzi e dell'offerta formativa successiva, università o Its, ma anche dell'offerta occupazionale del territorio.


Anche grazie alla piattaforma digitale “UNICA” per l'orientamento messa a punto dal ministero, il loro scopo è favorire “l’incontro tra le competenze degli studenti, l’offerta formativa e la domanda di lavoro per consentire una scelta informata e consapevole del percorso di studio o professionale da intraprendere”. L'altra importante novità introdotta quest’anno, è l’E-Portfolio, un contenitore digitale che raccoglie il percorso scolastico e le esperienze formative degli studenti. All’interno dell’E-Portfolio, un elemento fondamentale è il “CAPOLAVORO”, un prodotto personale che rappresenta i progressi e le competenze acquisite dallo studente.


Può essere un elaborato, un progetto extra-scolastico, un’attività sportiva o qualsiasi altra esperienza significativa. L’importante è che racconti la storia dello studente e lo distingua dagli altri candidati. Sulla finalità del citato documento il  Ministero il 17 maggio c.a. ha diffuso una nota con la quale viene messo nero su bianco che il capolavoro non sarà oggetto del colloquio di esame di stato e non andrà a confluire direttamente nel Curriculum dello studente, di cui tiene conto la Commissione nello svolgimento del colloquio.


Nell’intenzione del Ministero, questo lavoro dovrebbe essere visto come un momento di autovalutazione, un “atto soggettivo di riflessione sul proprio percorso di apprendimento e di crescita personale”. Tutto chiaro ora, se non fosse che soltanto a metà maggio sono state fornite indicazioni più precise su come individuare il capolavoro, quasi a conclusione dell’anno scolastico, in un mese in cui, tra l’altro, i ragazzi sono impegnati nelle ultime verifiche, oltre che nella preparazione dell’esame.


A causa di questo ritardo, un passaggio che sulla carta avrebbe potuto essere utile e importante, in definitiva si sta rivelando, soprattutto per gli studenti dell’ultimo anno, un ulteriore adempimento burocratico di cui sfugge tuttora l’utilità. Orbene, l'esame di maturità può essere affrontato in molti modi. Tuttavia, difficilmente si riesce a farlo senza ansia. Ovviamente, aver acquisito una solida preparazione nel corso dei cinque anni che precedono questa prova, aiuta! Spesso però sono proprio i più preparati ad essere anche i più agitati. Per gestire la paura legata all'esame di Maturità non esistono segreti.


Tutti quelli che hanno sperimentato l'esame di maturità hanno detto di aver avuto molta paura prima di iniziare, ma di aver poi affrontato il tutto in maniera semplice e naturale. L'unica cosa che si può fare per capirlo è provare l'esperienza sulla propria pelle. Questi esami sono un vero e proprio passaggio attraverso le Colonne d'Ercole della vita, è normale avere paura. La prova per i maturandi di tutt'Italia è un'esperienza indimenticabile e imprescindibile per entrare nella vita adulta. In molti, infatti, continuano a sognare la commissione esaminatrice per tutta la vita. Per alcuni si tratta di sogni, per (molti) altri di incubi.


C'è chiaramente un simbolismo in questo. La maturità è un confine tra adolescenza e vita adulta, ha simbolicamente l'importanza di avvenimenti come un ballo delle debuttanti. Un momento in cui effettivamente si "debutta" da maggiorenni nel mondo delle responsabilità. C'è sempre un prima e un dopo la Maturità. Quest'esame nel suo piccolo mette dei punti nel tempo della vita. Dopo le Colonne d'Ercole, nell'immaginario collettivo, il mondo finisce. Per questo il primo esame della vita non si scorda mai. Va anche detto della paura del fallimento, comune a moltissimi ragazzi che frequentano scuole e università.


I giovani hanno paura del fallimento perché il discorso sociale li sta abituando a questo. Non bisogna considerarlo come una maledizione, è invece una risorsa: la nostra risposta, che non è necessariamente quella che l'altro vuole, è indice di qualcosa di profondamente nostro e intimo. Riconoscere i propri limiti umani può aiutare a gestire non solo l'ansia della prova, ma anche quella di sbagliare. L'ultimo consiglio ai maturandi è il seguente: "Uscite di casa, fatevi una passeggiata e chiudete i libri, quello che è fatto è fatto.


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