La garden therapy: la terapia dell'orto

Iazzetta Giuseppe • 26 maggio 2025

La cura del verde e il suo risvolto psicofisico

"Il signore piantò un giardino in Paradiso, fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare e un fiume uscva dal paradiso per irrigare il giardino. Il signore prese l'uomo e lo pose in giardino finchè lo coltivasse e lo custodisse"  GENESI 2, 8-15.


Negli antichi testi sacri della Bibbia il Giardino ha un ruolo fondamentale quale simbolo di pace e luogo in cui la vita ha preso forma. L'uomo chiamato ad appropriarsi e prendersi cura del giardino per trovare risorse e nutrimento, sostentamento di vita e beneficio nell'anima.

Per gli egizi il Giardino assumeva luogo dove coltivare piante per la produzione, riparo dalla calura del deserto e spazio dove mostrare la potenza del faraone.  Nei giardini pensili Babilonesi, iniziò la cura del giardino come forma di estetica e di bellezza, di sviluppo della magia e della medicina legata alle piante e luogo di riposo e meditazione.

Nella civiltà greca si sviluppò il giardino adornato da fontane e vasi di terracotta dove far crescere piante legate al culto degli dei. Con i romani il giardino diventò luogo di produttività da plasmare e rivedere con piante ornamentali e animali da compagnia.

Nei secoli successivi fino ai giorni d'oggi si è evoluta la tecnica che associa alle aree verdi, il perfetto connubio tra architettura dell'edilizia e progettazione degli spazi verdi per meglio adornare la casa.

 Ad oggi, il giardino e la garden therapy rappresenta il luogo di incontro laddove malattie, sofferenze e nevrosi dell'uomo si incontrano per trovare sollievo e protezione, ristoro, nutrimento e cura attraverso la connessione con la natura.

Studi scientifici e saggezza popolare sono concordi che passeggiare e meditare nel verde permette di tenersi in forma, migliora la nostra salute fisica e il nostro stato d'animo. Antesignani della Garden therapy sono gli studi di Talbot e Kaplan, negli anni 80' dimostrarono che il contatto col verde e la natura favoriscano un veloce recupero dalla fatica e aumenti i livelli di concentrazione senza causare affaticamento mentale. Un altro simpatico e istruttivo test fu svolto da Parsons nel 1998, che simulava la guida in auto in 4 contesti di viabilità differenti. Ebbene chi aveva guidato in scenari con foresta o paesaggi rurali presentava un recupero dallo stress causato dalla guida più rapido.

Il professor Ulrich, laureato in architettura e specialista in edilizia dell'università di Goteborg ha sottolineato che la presenza di aree verdi e la vista della natura in ambienti sanitari migliori notevolmente le condizioni di cura dei pazienti, maggiore soddisfazione del personale e riduzione dei costi di assistenza.

Questi dati ed esempi pratici sono tuttora oggetto di studio della PNEI, psicoimmunoendocrinologia, dove trovano convergenze tutti gli studi e le metodiche che mettono in connessione mente , corpo e ambiente.

 Il meccanismo terapeutico del giardino mette in connessione 4 meccanismi d'azione differenti: acquisizione del controllo sul disagio o sulla malattia, potenziamento della socializzazione e della solidarietà tra le persone, possibilità di muoversi e fare attività fisica, ricevendo energia fisica, spirituale e mentale e distrazione dalle proprie angosce, paure e distanza dai propri mali.

Il contatto con il giardino indica anche esposizione alla luce, quindi secrezione di vitamina D, con vantaggi peculiari sul sistema osteoarticolare e nervoso, e riduzione di rischio di tumori, linfomi, sclerosi multipla, patologie dermatologiche come psoriasi, sindrome metabolica e demenza.

La garden therapy può dunque essere vista come una vera attività fisica soprattutto per gli anziani e oltretutto secondo una ricerca dell'università della Pennsylvania favorisce la continuità del sonno per ben 7 ore consecutive.

La garden therapy o anche i giardini comunitari danno un senso di sicurezza e responsabilizzazione, favoriscono sentimenti di connessione e interazione, oltre a sviluppare calma creativa.

 Come iniziare: non è difficile da proporre la coltivazione di piante di facile reperibilità e facile coltivazione, come piante grasse, erbe aromatiche come timo, salvia, basilico, maggiorana, aneto,e  fiori  come rose e dalie e piante ornamentali.

Anche la tree therapy, è una pratica non ancora sviluppata nel nostro paese ma con una forte presenza nel North Europa e negli USA, dove prende il nome di silvoterapia. Si tratta di entrare in connessione con gli alberi e in particolare trova i suoi benefici nei disturbi d'ansia e depressione, ma in generale in tutti coloro che vivono un momento di forte stress. Gli alberi sono importanti per stimolare i sensi, con i profumi di resine differenti, i colori delle cortecce e delle foglie diversi e i suoni magnetici determinatisi dal frusciare dei rami.

Sono polmoni d'ossigeno e terapia per la mente e il corpo.

La Natura, l'orto, il giardino, le piante, nei suoi aspetti più semplici sono esempio di connessione tra l'uomo e il trascendente, luogo di nutrimento e arricchimento spirituale.

Perchè non provarci. Come la pianta anche l'uomo s'arricchisce di humus e cresce fino a dare i suoi frutti.

Speriamo siano tutti maturi....


 

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