Imane Khelif: nel Ring tra ideologie e pregiudizi - Psicologia di un dibattito infinito

Alessandro Raggi • 6 agosto 2024

È affascinante osservare come le nostre menti, sotto pressione, scelgano spesso la via della polarizzazione piuttosto che quella della riflessione. E come in uno stadio durante la finale della Coppa del Mondo, si formano gruppi e fazioni: tutti pronti a tifare per la propria squadra ideologica, ma invece di calcio parliamo di genetica — e il pugilato? Quello rimane sugli spalti, visto di rado. È come se fossimo programmati per semplificare questioni complesse, riducendole a un semplice “noi contro loro”.

di Alessandro Raggi, psicoterapeuta e psicanalista junghiano


Guardando gli ultimi eventi delle Olimpiadi e la vicenda di Imane Khelif, ci ritroviamo di fronte, ancora una volta, ad un teatro delle ombre, dove la psicologia fa da prima attrice non riconosciuta. In un colpo solo, molti italiani si sono trasformati in esperti di genetica, una sorta di evoluzione naturale per chi era già diventato esperto di COVID-19 durante le pizzate famiglia a base di lievito ottenuto al mercato nero. Chi l'avrebbe mai detto che passare da virologi a genetisti e conoscitori del cromosoma Y sarebbe stato così semplice?

 

È affascinante osservare come le nostre menti, sotto pressione, scelgano spesso la via della polarizzazione piuttosto che quella della riflessione. E come in uno stadio durante la finale della Coppa del Mondo, si formano gruppi e fazioni: tutti pronti a tifare per la propria squadra ideologica, ma invece di calcio parliamo di genetica — e il pugilato? Quello rimane sugli spalti, visto di rado. È come se fossimo programmati per semplificare questioni complesse, riducendole a un semplice “noi contro loro”.

 

Improvvisamente, Khelif si trasforma in un mosaico di etichette: omosessuale, transessuale, transgender, intersex, ermafrodito, binario... un elenco che più che descrivere una persona, sembra il frutto di una sessione creativa sotto acidi. In tal modo le etichette fungono da scorciatoie mentali che permettono di evitare il fastidio di comprendere realmente una situazione.

 


Per tagliare corto e parlare chiaro: Khelif è una donna. A quanto pare, possiede anche una variazione genetica che, grazie (o a causa) di un cromosoma Y, le conferisce tratti fisici tipicamente maschili, come una muscolatura più sviluppata. Questa condizione non è classificata come malattia e non ha niente a che fare con l'identità di genere. La nostra pugile può identificarsi come vuole: omosessuale, bisessuale, eterosessuale..., le etichette da appiccicare sono solo sue.

 

Il vero fulcro della polemica, dunque, non sta nel dibattere se Khelif sia "donna abbastanza" per competere. La questione chiave è se la presenza di un cromosoma Y, che può conferire alcune caratteristiche fisiche tipicamente maschili, rappresenti un vantaggio competitivo ingiusto nel pugilato femminile. Qui nasce un dubbio legittimo.

 

Per amor di verità, va considerato che anche chi ha un corredo genetico conforme al proprio sesso e senza variazioni, può manifestare caratteristiche fisiche eccezionali. Michael Phelps aveva oltre due metri di bracciata e piedi che sembravano pinne da immersione profonda. Con i suoi 2 metri e venti di altezza e 55 di scarpe, Victor Wembanyama arriva a canestro solo allungando un braccio. Ricordiamo anche Oscar Pistorius, velocista amputato di entrambe le gambe: prima escluso poi riammesso alle Olimpiadi per le sue protesi biomeccaniche, che pare gli conferissero un vantaggio non indifferente.

 

La psicologia ci insegna che siamo costantemente alla ricerca di spiegazioni semplici per fenomeni complessi. La realtà è che la natura non si conforma alle nostre categorie. Ecco perché polarizzarsi su chi abbia o meno il "diritto" di competere, utilizzando lenti ideologiche o pregiudizi, non fa altro che alimentare un dibattito che spesso perde di vista i fatti concreti.

 

In conclusione, è davvero il cromosoma Y a fare la differenza? O dobbiamo considerare che anche chi presenta un corredo genetico senza variazioni, ma con caratteristiche morfologicamente superiori, possa essere altrettanto avvantaggiato? La risposta non è così scontata. Con la tecnologia ormai integrata nel nostro essere e la biologia scrutata attraverso lenti sempre più precise, le differenze che un tempo sfuggivano ora diventano materia di studio, discussione e, perché no, di qualche buona risata di fronte all'assurdo di certe polemiche.

 

 



Approfondimento psicologico sui termini utilizzati (piccolo glossario):

 

  1. Bias di conferma: le persone tendono a cercare e interpretare le informazioni in modo da confermare le loro convinzioni preesistenti. Questo bias è particolarmente evidente quando le discussioni si polarizzano su argomenti controversi.
  2. Etichettamento: le etichette servono come scorciatoie cognitive che ci evitano di approfondire e comprendere realmente una questione. Queste possono semplificare la realtà fino a distorcerla, riducendo una persona (o un insieme di persone) a una lista di categorie predefinite.
  3. Polarizzazione: la tendenza a schierarsi in fazioni opposte, ignorando la complessità dei problemi. Questa reazione è spesso alimentata dalla necessità di appartenenza e identità sociale.
  4. Pregiudizio: atteggiamento o giudizio preformato che si basa su stereotipi o convinzioni non verificate. I pregiudizi ci portano a trarre conclusioni affrettate, spesso senza un'analisi critica dei fatti e della realtà. Invece di guardare ai dati concreti, ci aggrappiamo a convinzioni personali, creando un dialogo che si fonda più sulla percezione che sulla realtà.

 

 





Share

Tutti gli articoli

Autore: Felice Massimo De Falco 10 giugno 2026
I Nostri Miti – Settima Edizione. Dal 18 giugno al 23 luglio, tutti i giovedì nel Giardino dei Miti a Pomigliano d'Arco
Autore: Felice Massimo De Falco 29 maggio 2026
Presentazione del volume edito da Solferino il 30 giugno a Vico. Piero Mastroberardino racconta i tre secoli di passione, sacrificio, visione di una delle più grandi famiglie del vino italiano. L'ottobre scorso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella(suo cliente) gli ha conferito l'onoreficenza di Cavaliere del Lavoro.
Autore: Felice Massimo De Falco 25 maggio 2026
Quarant’anni di impasti, sacrifici e passione
Autore: Felice Massimo De Falco 21 maggio 2026
Importante successo per la giovane studentessa del Liceo Salvatore Cantone di Pomigliano d'Arco. Ilaria Passarelli conquista il primo premio nazionale nella sezioni artistica del concorso "Diamanti"
Autore: Felice Massimo De Falco 18 maggio 2026
Sabato 23 maggio 2026 alle ore 18:00, alla Sala delle Capriate dell’ex Antica Distilleria (Via Roma 281, Pomigliano d’Arco), Alessia sarà una delle voci protagoniste della presentazione del libro corale “Ritratti a viva voce”. La docente pomiglianese: "Esistono attimi veri: sentirsi in pace con sé stessi, avere qualcuno accanto che ci vede davvero, riuscire a rialzarsi dopo un periodo difficile, trovare senso anche nelle proprie fragilità. Forse la felicità è proprio questo: accogliere la vita per quella che è, senza smettere di cercare luce anche nei giorni più complicati. Non qualcosa da inseguire continuamente, ma qualcosa da imparare a riconoscere quando passa accanto a noi".
Autore: Felice Massimo De Falco 17 maggio 2026
Al Liceo Salvatore Cantone l’arte sacra rivive attraverso lo sguardo contemporaneo dei giovani
Autore: Vittorio Schiavone 17 maggio 2026
"Sono ritornata con lui. Ma perché non mi emoziona, Dottore?" - Il contributo domenicale di Vittorio Schiavone, psichiatra e psicoterapeuta presso la Clinica Hermitage di Capodimonte (Na)
Autore: Felice Massimo De Falco 16 maggio 2026
Un progetto al Liceo S.Cantone di Pomigliano d'Arco che trasforma rovi in orto e cuori in custodi del creato. L'evento di presentazione è fissato per martedì 19 maggio alle 16.00
Autore: Felice Massimo De Falco 13 maggio 2026
Dal progetto Pon “Un volo verso il futuro” nasce la mostra dell’artista pomiglianese assieme ai suoi allievi. L'apertura è sabato 16 maggio presso la Chiesa di San Felice in Pincis a Pomigliano d'Arco
Autore: Marianna Marra 14 novembre 2025
L’incantesimo si è svolto in un bignami di vite vissute che hanno fatto la storia della tradizione e tuttora fanno scuola all’innovazione.
Altri post