LA DIETA CHETOGENICA, BENEFICIO PER IL SISTEMA NERVOSO MA OCCHIO A "SGARRARE"

IAZZETTA GIUSEPPE • 6 giugno 2024

Questo tipo di alimentazione ha un grande impatto sull’organismo, tanto che nasce in origine come dieta consigliata per ridurre le crisi epilettiche nei pazienti che non rispondevano ai farmaci, soprattutto nei bambini. La dieta chetogenica mostra un impatto positivo sul funzionamento comportamentale e cognitivo nei bambini e negli adolescenti con epilessia refrattaria. Più specificamente, si osserva un miglioramento dell'umore, dell'attenzione sostenuta e dell'interazione sociale. Oggi il successo della dieta chetogenica è legato soprattutto alla sua efficacia nel ridurre il peso, ma è importante sottolineare che non si tratta di un regime semplice da seguire. Basta infatti «sgarrare» anche di poco in termini di carboidrati per indurre l’organismo a bloccare la chetosi e a utilizzare di nuovo la sua fonte energetica preferita: gli zuccheri.

La dieta chetogenica è un regime alimentare che riduce in modo drastico i carboidrati, aumentando di contro le proteine e soprattutto i grassi. Lo scopo principale di questo sbilanciamento delle proporzioni dei macronutrienti nella dieta è costringere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia.


In presenza di carboidrati, infatti, tutte le 
cellule ne utilizzano l’energia per svolgere le loro attività. Ma se questi vengono ridotti a un livello sufficientemente basso esse cominciano a utilizzare i grassi, tutte tranne le cellule nervose che non hanno la capacità di farlo. Si avvia quindi un processo chiamato chetosi, perché porta alla formazione di molecole chiamate corpi chetonici, questa volta utilizzabili dal cervello. In genere la chetosi si raggiunge dopo un paio di giorni con una quantità giornaliera di carboidrati di circa 20-50 grammi, ma queste quantità possono variare su base individuale. La chetosi è una condizione tossica per l’organismo, che provvede allo smaltimento dei corpi chetonici, come l'acetone e l'acido acetatico attraverso la via renale.

 

Questo tipo di alimentazione ha un grande impatto sull’organismo, tanto che nasce in origine come dieta consigliata per ridurre le crisi epilettiche nei pazienti che non rispondevano ai farmaci, soprattutto nei bambini. La dieta chetogenica mostra un impatto positivo sul funzionamento comportamentale e cognitivo nei bambini e negli adolescenti con epilessia refrattaria. Più specificamente, si osserva un miglioramento dell'umore, dell'attenzione sostenuta e dell'interazione sociale ( Rev. Neuro. 2018 marzo 1;66(S01):S71-S75). Oggi il successo della dieta chetogenica è legato soprattutto alla sua efficacia nel ridurre il peso, ma è importante sottolineare che non si tratta di un regime semplice da seguire. Basta infatti «sgarrare» anche di poco in termini di carboidrati per indurre l’organismo a bloccare la chetosi e a utilizzare di nuovo la sua fonte energetica preferita: gli zuccheri. Chi ha seguito questa dieta - che in genere viene proposta per periodi brevi, di poche settimane - dichiara di avere una grande energia una volta raggiunto lo stato di chetosi. Ma i giorni che precedono questo evento sono caratterizzati a volte da nausea, stitichezza, stanchezza e difficoltà respiratorie. Inoltre non ci sono prove che, sul lungo periodo, i risultati ottenuti siano migliori e più duraturi di quelli raggiunti con una dieta bilanciata. Può essere seguita per almeno tre mesi e in alcuni casi anche per tutta la vita da pazienti affetti da epilessia, deficit di GUT e deficit di PDHD.


Importante monitorare costantemente almeno ogni 2 settimane il livello di chetosi sia plasmatica che il livello di chetonuria( escrezione urinaria) in quanto la dieta può comportare un aumento di alcuni parametri degli esami di laboratorio che hanno a che fare con la funzionalità renale.

Alla base della piramide alimentare della dieta chetogenica risultano le proteine, sia di origine animale carne, uova e pesce che di origine vegetale, costituenti il 50-60 per cento del fabbisogno calorico giornaliero. Il 20-30 per cento della dieta può essere introdotto attraverso l'uso di grassi e acidi grassi animali e vegetali, quindi spazio a formaggi, olio extravergine di oliva, frutta secca e semi oleosi. Solo in minima parte quindi a completamento della dieta il 10-20 per cento è costituito da carboidrati.


Le modificazioni indotte dalla chetosi e alcuni effetti collaterali hanno portato alla modifica e alla nascita di alcune varianti come quella di Atkins, che introduce oltre alla componente classica della ripartizione dei cibi nelle percentuali suggerite, il concetto di indice glicemico, importante nella determinazione della scelta dei cibi suggeriti nella dieta chetogenica. L'indice glicemico permette di calcolare non solo l'apporto calorico ma scegliere adeguatamente prodotti che possano sostituire i carboidrati con un indice più alto. Insomma la dieta chetogenica non è solo una dieta studiata per ridurre il peso ma se adeguatamente condotta può restituire un completo benessere corpo-mente e donare a chi la segue una nuova vitalità.



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