Crisi, l'austerity italiana degli anni 70

5 settembre 2022

Crisi, l'austerity italiana degli anni 70

Ci fu chi tirò fuori dalla cantina la bicicletta, chi il tandem e i pattini, qualcuno addirittura la carrozzella e il cavallo. Dal 2 dicembre 1973 un'Italia serenamente abituata al boom economico, ancora poco consapevole dell'ombra del terrorismo e avvezza ormai a correre nella modernità, restò appiedata.

Se ne è parlato spesso in questi giorni, dopo l'aumento dei costi dell'energia a causa di guerra in Ucraina e covid e qualche misura già sperimentata negli anni '70 potrebbe accompagnare il nostro prossimo inverno. I giovani non l'hanno vissuta, i più adulti la ricordano come un film in bianco e nero, mixando un filo di angoscia a un pizzico di nostalgia.

"Effetto notte" era nelle sale da pochi mesi, "Dark Side of the Moon" roteava sui giradischi di ogni ragazzo: come spesso accade all'arte Francois Truffaut e i Pink Floyd erano stati profetici. Dai primi di dicembre 1973 e fino al 2 giugno del 1974 l'Italia, e non solo lei, piombò nel buio e cominciò l'austerity.


Le domeniche senz'auto, le luci delle città oscurate, i locali chiusi alle 23, i neon di bar e cinema spenti: tutto il Paese dopo gli anni del riscatto economico del Dopoguerra si risvegliò più povero. Fu uno choc, le misure adottate dal governo cambiarono la vita delle famiglie, anticipando gli orari della cena serale e del Tg1, eliminando le gite fuori porta della domenica, anticipando gli orari di chiusura di uffici e negozi.

Ma come spesso accade fu anche un'occasione, per gli italiani, per mettere a frutto l'inventiva, senza rinunciare al divertimento. La crisi energetica era cominciata da qualche anno, ma la svolta decisiva si ebbe nell'ottobre del 1974.


Dopo gli anni del boom e l'aumento del fabbisogno energetico, la guerra dello Yom Kippur, che vide Egitto e Siria attaccare Israele, portò prima a un rincaro del greggio da parte dell'Opec verso gli stati che appoggiavano Tel Aviv, poi a un vero e proprio embargo.

Il prezzo del petrolio schizzò da tre a dodici dollari al barile e tutti i paesi occidentali, a cominciare dall'Olanda, presero misure di contenimento dell'utilizzo dell'energia. Il governo Rumor, in una seduta terminata a notte fonda il 23 novembre 1973, varò il decreto legge 304, il decreto austerity, decidendo di vietare le auto e le moto a tutti gli italiani nei giorni festivi e nelle domeniche, ma anche le barche e gli aerei privati.


"Stiamo entrando in un inverno difficile" spiegò Mariano Rumor alla televisione. Nessuno fu escluso, rimasero appiedati anche i ministri e il presidente della Repubblica, tanto che Giovanni Leone, per andare ad assistere alla cerimonia dell'Immacolata Concezione in piazza di Spagna, recuperò dalle rimesse del Quirinale una carrozza a cavalli.

Strade e autostrade nei week end si svuotarono, in un clima inizialmente surreale. Potevano circolare solo i mezzi di sicurezza e di soccorso, i medici e i parroci, per gli altri la multa era di un milione di lire.


Potevano scendere in strada ovviamente i mezzi pubblici: autobus, treni, taxi, e gli italiani si abituarono a organizzare gite di gruppo, scoprendo inaspettate amicizie con i vicini di casa a cui fino al giorno prima rivolgevano solo un rapido 'buongiornò.

Per risparmiare benzina, si livellarono al basso anche i limiti di velocità: in città il limite restò ai 50 all'ora ma nelle strade extraurbane scese a 100 all'ora e nelle autostrade a 120 all'ora. Il risultato fu che 11 milioni di biciclette invasero vie e piazze del Paese, insieme a tandem, carrozzelle e pattini, perchè gli italiani non rinunciarono a uscire di casa per trascorrere qualche ora di relax dopo una settimana di lavoro.


Le palestre si riempirono di nuovi sportivi, gli stadi registrarono il tutto esaurito. I bar e i ristoranti dovevano chiudere a mezzanotte, mentre i locali pubblici, cinema, teatri e locali da ballo, dovevano spegnere le luci alle 23: anche la notte di fine d'anno si trascorse in casa e venne consigliato di limitare anche le luminarie natalizie.

Le città ridussero l'illuminazione pubblica del 40%, era possibile accendere solo un lampione su due nella notte. I distributori di benzina restarono chiusi dalle 12 del sabato a tutta la domenica. Gli uffici pubblici anticiparono la chiusura alle 17,30 ma soprattutto i negozi dovettero chiudere le serrande alle 19.


Le insegne al neon e colorate di negozi, vetrine di bar e ristoranti, di supermercati e grandi magazzini dovevano restare spente. Per far anticipare alle famiglie i riti serali di cena e dopocena, anche la Rai cambiò l'orario del telegiornale, l'unico di quegli anni: se prima andava in onda alle 20,30, il Tg1 si spostò alle 20, l'orario mantenuto fino a oggi a cui tutti siamo ormai abituati.

Per spingere gli italiani ad andare a letto presto, risparmiando energia elettrica, la televisione non poteva comunque trasmettere programmi oltre le 22,45, con una tolleranza fino alle 23. L'Enel e le imprese distributrici di elettricità ridussero la tensione del 6-7% dalle 21 alle 7, limitando la possibilità di usare elettrodomestici nelle case.

La temperatura consigliata negli edifici era di massimo 20 gradi. Dopo pochi mesi l'austerity non fu più necessaria, anche se i principali dati macroeconomici fecero registrare numeri negativi e l'inflazione giunse alle stelle, fino al 12,5%.


A marzo l'embargo del petrolio terminò e dall'aprile del 1974 la crisi energetica si allentò; cominciarono le domeniche con targhe alterne, una domenica potevano circolare solo le auto con numero finale pari e la domenica successiva solo quelle con numero finale dispari.

Ma quei pochi mesi d'inverno avevano cambiato il clima nel Paese e l'abitudine a un uso oculato dell'energia rimase per anni, tanto che ancora nel 1976 la Rai decise di aprire un nuovo programma, Domenica in, proprio per convincere le famiglie a restare in casa la domenica, evitando gite in automobile fuori città.


Carosello, atteso ogni sera da ogni bambino, chiuse invece per sempre, sostituito dagli spot per tutto il giorno, la tv diventò a colori, le discoteche sostituirono rapidamente le sale da ballo e nacquero i computer.

L'austerity lentamente cedette il passo al consumismo, facendo dimenticare ristrettezze e parsimonia e cominciarono chiassosi e travolgenti i "favolosi" anni Ottanta.


Fonte Agi

Share

Tutti gli articoli

Autore: Felice Massimo De Falco 10 giugno 2026
I Nostri Miti – Settima Edizione. Dal 18 giugno al 23 luglio, tutti i giovedì nel Giardino dei Miti a Pomigliano d'Arco
Autore: Felice Massimo De Falco 29 maggio 2026
Presentazione del volume edito da Solferino il 30 giugno a Vico. Piero Mastroberardino racconta i tre secoli di passione, sacrificio, visione di una delle più grandi famiglie del vino italiano. L'ottobre scorso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella(suo cliente) gli ha conferito l'onoreficenza di Cavaliere del Lavoro.
Autore: Felice Massimo De Falco 25 maggio 2026
Quarant’anni di impasti, sacrifici e passione
Autore: Felice Massimo De Falco 21 maggio 2026
Importante successo per la giovane studentessa del Liceo Salvatore Cantone di Pomigliano d'Arco. Ilaria Passarelli conquista il primo premio nazionale nella sezioni artistica del concorso "Diamanti"
Autore: Felice Massimo De Falco 18 maggio 2026
Sabato 23 maggio 2026 alle ore 18:00, alla Sala delle Capriate dell’ex Antica Distilleria (Via Roma 281, Pomigliano d’Arco), Alessia sarà una delle voci protagoniste della presentazione del libro corale “Ritratti a viva voce”. La docente pomiglianese: "Esistono attimi veri: sentirsi in pace con sé stessi, avere qualcuno accanto che ci vede davvero, riuscire a rialzarsi dopo un periodo difficile, trovare senso anche nelle proprie fragilità. Forse la felicità è proprio questo: accogliere la vita per quella che è, senza smettere di cercare luce anche nei giorni più complicati. Non qualcosa da inseguire continuamente, ma qualcosa da imparare a riconoscere quando passa accanto a noi".
Autore: Felice Massimo De Falco 17 maggio 2026
Al Liceo Salvatore Cantone l’arte sacra rivive attraverso lo sguardo contemporaneo dei giovani
Autore: Vittorio Schiavone 17 maggio 2026
"Sono ritornata con lui. Ma perché non mi emoziona, Dottore?" - Il contributo domenicale di Vittorio Schiavone, psichiatra e psicoterapeuta presso la Clinica Hermitage di Capodimonte (Na)
Autore: Felice Massimo De Falco 16 maggio 2026
Un progetto al Liceo S.Cantone di Pomigliano d'Arco che trasforma rovi in orto e cuori in custodi del creato. L'evento di presentazione è fissato per martedì 19 maggio alle 16.00
Autore: Felice Massimo De Falco 13 maggio 2026
Dal progetto Pon “Un volo verso il futuro” nasce la mostra dell’artista pomiglianese assieme ai suoi allievi. L'apertura è sabato 16 maggio presso la Chiesa di San Felice in Pincis a Pomigliano d'Arco
Autore: Marianna Marra 14 novembre 2025
L’incantesimo si è svolto in un bignami di vite vissute che hanno fatto la storia della tradizione e tuttora fanno scuola all’innovazione.
Altri post