All'alba del governo firmato Giorgia Meloni

Francesco Urraro • 23 gennaio 2023

All'alba del governo firmato Giorgia Meloni

Primi mesi del Governo Meloni con uno straordinario impegno ma su una serie ampia di priorità soprattutto internazionali con riflessi nazionali. Ucraina/Russia, con particolare riferimento agli ultimi sviluppi della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina e delle iniziative a sostegno di quest’ultima da parte dell’UE;

energia ed economia, procedendo a un riesame dei progressi nell'attuazione delle conclusioni europeo di ottobre 2022, con riferimento alla necessità di uno stretto coordinamento europeo e di soluzioni comuni al fine di salvaguardare la base economica, industriale e tecnologica dell'UE, con una politica di risposta coordinata che migliori la resilienza dell'economia e preservi la competitività globale e l'integrità del mercato unico;

sicurezza e difesa, con particolare riferimento ai lavori in tale ambiti svolti; relazioni esterne, con particolare riferimento alle relazioni transatlantiche, all’Iran e ai Balcani occidentali.


Su queste linee guida si procede con determinazione a riaffermare il pieno sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina all'interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale;

a confermare il costante impegno a fornire sostegno politico e militare all'Ucraina, in particolare attraverso un potenziamento dello Strumento europeo per la pace, nonché la disponibilità degli Stati membri a incrementare la fornitura all'Ucraina di capacità di difesa aerea e di assistenza allo sminamento;

a condannare gli attacchi della Russia contro obiettivi civili, infrastrutture energetiche e servizi di pubblica utilità, invitandola a desistere dal mettere in pericolo il funzionamento degli impianti nucleari civili;


a confermare la disponibilità dell'UE a fornire urgentemente assistenza umanitaria e di protezione civile all'Ucraina e a contribuire al ripristino delle sue infrastrutture critiche. Al riguardo, il Consiglio europeo dovrebbe invitare la Banca europea per gli investimenti e le istituzioni finanziarie internazionali a incrementare il sostegno per rispondere alle più urgenti esigenze infrastrutturali dell'Ucraina. Dovrebbe, inoltre, invitare la Commissione a intensificare il coordinamento con l'industria europea e i partner internazionali per garantire all'Ucraina un approvvigionamento sostenibile di attrezzature prioritarie quali generatori di energia, centrali termiche mobili, trasformatori di potenza, apparecchiature ad alta tensione e di illuminazione. 


A confermare il sostegno agli sfollati ucraini, sia all'interno che all'esterno del paese, invitando la Commissione e gli Stati membri a rafforzare la pianificazione di emergenza;

a riaffermare il proprio impegno a sostenere, insieme ai partner, il sostegno finanziario, la resilienza e la ricostruzione a lungo termine dell'Ucraina; ad accogliere con favore gli sforzi per garantire la piena responsabilità per i crimini di guerra e gli altri crimini più gravi in relazione, compresi i modi per garantire la responsabilità per il crimine di aggressione; anche il Consiglio europeo dovrebbe confermare, in questa prospettiva, il sostegno alle indagini del Procuratore della Corte penale internazionale e fare il punto sulle opzioni per utilizzare i beni congelati al fine di sostenere la ricostruzione e la riparazione dei danni subiti dall’Ucraina; a discutere le modalità per aumentare ulteriormente la pressione collettiva esercitata sulla Russia affinché ponga fine alla guerra di aggressione e ritiri le sue truppe dall'Ucraina e accogliere con favore il rafforzamento delle misure restrittive dell'UE nei confronti della Russia, attraverso le sanzioni e il tetto internazionale al prezzo del petrolio. Dovrebbe sottolineare nel contempo che l’UE è pronta a rafforzare ulteriormente le sanzioni e l'importanza di garantire l'effettiva attuazione delle misure restrittive, ribadendo l'invito a tutti i paesi ad allinearsi alle sanzioni dell'UE. 


- L'Italia ha trasmesso il proprio Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNNR) alla Commissione

europea il 30 aprile 2023.

Come noto, il Piano italiano delinea un "pacchetto completo e coerente di riforme e investimenti" e comprende misure che si articolano intorno a tre assi strategici, condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. L'Italia ha richiesto il massimo delle risorse RRF disponibili, pari a 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti.

Su questo perimetro di azione uni degli snodi fondamentali dell’attuale Governo . 

Una volta avviati i progetti e gli investimenti finanziati dall'RRF, l'articolo 24 del regolamento prevede che gli Stati membri possano presentare due volte l'anno alla Commissione una richiesta di pagamento del contributo finanziario "debitamente motivata" .


Il 22 dicembre 2021 la Commissione europea ha divulgato il testo dell'accordo operativo concluso con l'Italia, condizione preliminare per la presentazione di richieste di pagamento. L'accordo reca disposizioni e scadenze per il monitoraggio e l'attuazione, disciplina gli indicatori rilevanti ai fini del raggiungimento dei target previsti (punto 1) e l'accesso ai dati (punto 2). Il punto 3 elenca le scadenze temporali (espresse in termini di quadrimestre per singolo anno) per le richieste di pagamento, relative sia ai prestiti, sia alle sovvenzioni. Il punto n. 4 specifica che eventuali emendamenti al testo devono essere concordati tra le parti contraenti nella forma di scambio di lettere.

La scadenza finale per il completamento di tutti i traguardi e gli obiettivi è fissata al 31 agosto 2026.

Sono state sinora formalizzate a Bruxelles le seguenti richieste di pagamento, al netto del pre-

finanziamento:

1) 30 dicembre 2021: 1a rata, per un importo di 21 miliardi di euro. E' stata formulata a seguito del conseguimento di 51 tappe nei settori della giustizia, della pubblica amministrazione, dell'audit e del controllo, dell'istruzione, delle politiche attive del mercato del lavoro, dei settori digitale e turistico, nonché della semplificazione della legislazione in settori come i rifiuti, l'acqua e il trasporto ferroviario;

-29 giugno 2022: 2a rata, per un importo di 21 miliardi di euro. E' relativa al conseguimento di 45 tra traguardi e obiettivi che riguardano riforme nei settori, tra l'altro, della pubblica amministrazione, degli appalti pubblici, dell'amministrazione fiscale, dell'istruzione e della sanità territoriale, nonché di investimenti in banda ultralarga e 5G, turismo e cultura, idrogeno, rigenerazione urbana e digitalizzazione scuole.


Valutazione delle richieste e liquidazione dei finanziamenti

Perché il pagamento abbia luogo è necessario, ai sensi del par. 3 dell'articolo 24 dell'RRF, che la Commissione europea valuti in via preliminare se obiettivi e traguardi siano stati effettivamente conseguiti "in maniera soddisfacente". Tale valutazione deve avere luogo "senza indebito ritardo e al più tardi entro due mesi dal ricevimento della richiesta".

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